Pillole di Benessere per i tuoi amici a 4 zampe

Progetto in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute dell’Università degli Studi di Padova.

A cura della dott.ssa Rebecca Ricci

LE DIFFERENZE NEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE E NELL’ ALIMENTAZIONE DI CANE E GATTO

Quando parliamo di alimentazione bisogna ricordare che il cane non è un piccolo uomo, e il gatto non è un piccolo cane. Dal punto di vista alimentare, cane e gatto non solo sono diversi da noi, ma anche tra di loro. Infatti, sebbene entrambi appartengano all’ordine Carnivora, e quindi i tessuti animali rappresentano la loro principale fonte alimentare, numerosi studi hanno dimostrato che queste due specie si sono evolute in modo diverso. Il gatto è definito carnivoro stretto perchè ha delle esigenze nutrizionali molto specifiche che possono essere soddisfatte solo dai tessuti animali; il cane, invece, è considerato onnivoro. Questa peculiarità del cane troverebbe spiegazione nel lungo processo di domesticazione, iniziato nel Neolitico quando l’uomo da cacciatore-raccoglitore è diventato agricoltore, che lo ha portato a sviluppare la capacità di utilizzare dei componenti vegetali, come ad esempio l’amido, in modo estremamente efficace.

Per quanto riguarda il comportamento alimentare, le differenze osservate tra le due specie trovano una spiegazione anche nel loro atteggiamento predatorio ancestrale. In natura, infatti, il gatto è un cacciatore solitario e si nutre di piccole prede che ama cacciare nell’arco della giornata; è infatti un animale che tollera poco il digiuno prolungato. Analogamente, il gatto domestico preferisce alimentarsi poco e spesso, pertanto è preferibile proporrgli piccoli pasti ricorrenti nell’arco della giornata o lasciare sempre il cibo (crocchette) a disposizione nella ciotola facendo comunque attenzione a non eccedere la quantità giornaliera necessaria per evitare di incorrere nel sovrappeso. Se però il cibo somministrato è umido (prodotti commerciali in scatola o dieta casalinga), è buona norma non lasciarlo a lungo nella ciotola per evitarne il deterioramento (più rapido durante la bella stagione quando si alzano le temperature) con conseguente rifiuto da parte dell’animale.

Viceversa, analogamente al lupo che caccia le sue prede con il branco ma non riesce a garantirsi un pasto tutti i giorni, il cane tollera periodi di digiuno più lunghi rispetto al gatto. Per questo motivo, due pasti distribuiti nell’arco della giornata per lui sono sufficienti; è sconsigliabile in ogni caso somministrare un unico pasto giornaliero al cane per non farlo arrivare troppo affamato a quello successivo, per facilitargli la digestione e per evitare la torsione dello stomaco nei soggetti predisposti.

Contrariamente a noi umani, cani e gatti masticano poco il cibo e molti cani lo consumano con notevole rapidità e voracità. Anche i sapori vengono percepiti in modo differente rispetto all’uomo, dato che il cane e il gatto apprezzano un alimento più per il suo odore che per il suo sapore. Basti pensare che l’uomo possiede tra i 5 e i 20 milioni di cellule olfattive, mentre il gatto 60–65 milioni e il cane circa 220 milioni! Inoltre, i bottoni gustativi che consentono la percezione dei sapori sono in numero decisamente inferiore nei nostri animali (circa 500 nel gatto, 1700 nel cane e fino a 9000 nell’uomo) e i gatti, a differenza dei cani, non percepiscono il gusto dolce.

E’ quindi importante sapere che cane e gatto, anche se spesso si trovano a convivere sotto lo stesso tetto, sono animali molto diversi tra loro, e questa diversità deve essere rispettata anche nell’alimentazione. Per garantire a entrambi il rispetto dei fabbisogni nutrizionali specifici, cane e gatto devono essere alimentati con prodotti formulati appositamente per la loro specie.

Quindi, cosa fare quando cane e gatto convivono e uno va a mangiare dalla ciotola dell’altro? Se capita ogni tanto non c’è da preoccuparsi, ma questa pratica non deve diventare un’abitudine perché a lungo andare la dieta risulterà squilibrata e questo potrebbe portare a conseguenze negative sulla salute dell’animale. A titolo di esempio, gli alimenti commerciali completi secchi e umidi per cani non sono addizionati di taurina, perché il cane non necessita di questo nutriente nella sua dieta. La taurina è però un aminoacido che riveste un’importanza fondamentale nella dieta del gatto, poiché una sua carenza provoca gravi patologie al cuore e alla retina. E’ bene quindi evitare che il gatto mangi il cibo per cani. Tuttavia quello che si osserva con maggiore frequenza è il contrario, ossia il cane che mangia il cibo del gatto. A questo proposito, per mantenere delle abitudini alimentari corrette e ben differenziate, un’ottima strategia è quella di posizionare il cibo per il gatto in un punto sopraelevato, in modo tale che non possa essere raggiunto dal cane.