Pillole di benessere per la tua Alimentazione

Pillole di benessere per la tua Alimentazione

Progetto in collaborazione con

MASTER NUTRIPESA

Nutrizione di popolazione, Educazione e Sicurezza Alimentare

Università degli Studi di Padova

a cura della Prof.ssa Maria Pia Rigobello

BIBITE GASSATE E NON, SUCCHI DI FRUTTA E BEVANDE ENERGETICHE

Molte volte il consumatore sceglie dagli scaffali delle bibite, ma molto spesso non è pienamente consapevole di cosa desidera per il proprio benessere. Nei periodi più caldi dell’anno il consumo di bevande aumenta, ma sappiamo sempre cosa acquistiamo?

La dicitura utilizzata per indicare i diversi prodotti è normata dalla UE, ma poi c’è il linguaggio comune. Un esempio è costituito dall’uso dell’espressione “bevande gassate” che indica unicamente la presenza della anidride carbonica (CO2) e non definisce in alcun modo il contenuto calorico. Infatti l’anidride carbonica (il gas disciolto che le rende frizzanti) non genera calorie. Molte bevande che al contrario non sono gassate, possono contenere elevate quantità di zuccheri, senza contare altri componenti. Lo stesso dicasi per le “bevande energetiche” e gli “sport drinks” il cui consumo è molto utile nelle situazioni e nelle quantità opportune ma sconsigliabile in altre. Quindi, come sempre, ma in particolare in questo caso, la lettura dell’etichetta (calorie, zuccheri, coloranti, conservanti, dolcificanti, sali minerali ed altri componenti particolari come caffeina, vitamine, taurina o altro) è quanto mai necessaria per scegliere il prodotto più opportuno in rapporto alle proprie esigenze metaboliche, di salute e alle attività quotidiane.

I prodotti che hanno solo l’intento di dissetare e di essere gradevoli al palato sono le bibite a base di cola, arancia, cedro, pompelmo, limone, ginger, chinotto e simili. Normalmente queste bevande sono costituite essenzialmente da acqua naturale o gassata addizionata con aromi, coloranti, conservanti e antiossidanti, zuccheri e/o dolcificanti e talvolta piccole percentuali di succo del frutto (bevande alla frutta) del quale è indicato il gusto (ad es. arancia o pompelmo). Spesso parte dei componenti sono indicati con il loro codice europeo (“E” seguito da un numero) che identifica la sostanza e la funzione per la quale ne è autorizzato l’uso alimentare con le eventuali limitazioni. Spesso per il consumatore è difficile rendersi conto appieno del contenuto del prodotto anche se tabelle con i principali additivi alimentari sono facilmente reperibili, anche online. Mediamente 100 ml di queste bevande forniscono fino a 60 kcal (con qualche eccezione verso valori maggiori) attribuibili essenzialmente ai carboidrati presenti. L’apporto calorico è tuttavia indicato chiaramente in ogni etichetta espresso sia in kJ (kilojoule) che in kcal (1 kcal = 4,186 kJ). I prodotti “zero Kcal” o “light” (1-3 Kcal) sono praticamente privi di carboidrati ma, per conservare proprietà organolettiche gradevoli, contengono quantità elevate di edulcorantidi sintesi o naturali (come acesulfame, aspartame, sucralosio o estratto di stevia). Tuttavia questo tipo di bevande con edulcoranti è da sconsigliare per i bambini. Tra i dolcificanti è da limitare anche il fruttosio, che addizionato alle bevande ci spinge verso una maggior produzione di grassi.

Prodotti completamente diversi sono i “succhi di frutta” (succo 100% frutta) perché questo nome può essere attribuito solo al prodotto della spremitura della frutta senza nessuna aggiunta successiva di sostanze e quindi contengono al 100% solo ciò che era già presente nel frutto di origine. I più comuni in commercio sono quelli di mela, arancia, arancia rossa, mandarino, pompelmo, pera, ananas, pomodoro e uva. Altre denominazioni come“succo e polpa di frutta” o “nettare di frutta”, anche se suonano più invitanti, in realtà indicano prodotti che possono contenere una percentuale di purea o succo di frutta mai inferiore al 25% (in genere tra il 25 e il 50%). Possono essere diluiti con acqua e addizionati di zuccheri, antiossidanti, acidificanti e conservanti. Sull’etichetta del nettare di frutta tutto questo è riportato. Ricordiamoci che mai il succo di frutta può sostituire la frutta!

Infine le bevande a base di frutta, come accennato in precedenza, presentano una percentuale minima di frutta pari al 12%, con l’aggiunta di zuccheri, acqua e altri ingredienti, tipo aromi, conservanti e anche coloranti. Se la quantità minima di frutta è inferiore al 12%, si parla di una bevanda “al gusto” di frutta.

Tutte queste bevande sono gradevoli e dunque, a meno di specifiche controindicazioni mediche, possono essere consumate, ma in quantità moderate per i motivi appena elencati, specialmente quando il caldo rende il loro consumo ancora più appetibile aumentando il rischio che diventi eccessivo.

Un settore a parte è rappresentato dalle bevande energetiche (energy drink) perché queste non sono semplici bibite dissetanti ma la loro composizione è pensata per supplire a particolari esigenze dell’organismo durante attività sportive o lavorative particolarmente dispendiose dal punto di vista energetico, della perdita di liquidi e di sali (sport drink). Nel caso di attività sportive di bambini e adolescenti con una alimentazione normalmente variata, non c’è nessuna necessità di ricorrere a questi preparati che sono invece utili per garantire zuccheri ed elettroliti (sali minerali) a sportivi impegnati in prove fisicamente molto dispendiose.

Tra gli “energy drinks” sono però annoverate anche bevande contenenti caffeina. 80 mg/ 250 ml è il contenuto medio di una lattina (si consideri che una tazzina di caffè del bar ne contiene 50-80 mg) talora sotto forma di estratto di guaranà (una pianta amazzonica contenente caffeina ed acido tannico, con tracce di teofillina e teobromina). Il contenuto di caffeina risponde ad una normativa europea e bevande che contengano più di 150 mg di caffeina per litro devono recare l'indicazione: «elevato tenore di caffeina, non raccomandato per i bambini e durante la gravidanza e l’allattamento». Altre contengono anche amminoacidi particolari come la taurina che sembra avere effetti positivi sugli apparati cardiovascolare, nervoso e muscolare ma che in questi prodotti è a concentrazione molto bassa. Sono inoltre presenti carboidrati come fruttosio e saccarosio e anche il lattone dell’acido glucuronico che viene normalmente prodotto dal fegato. Spesso queste bevande sono addizionate di vitamine, soprattutto del gruppo B. Bisogna però ricordare che il livello di zuccheri, che è in media del 9-12%, in caso di consumo abituale, può creare predisposizione al sovrappeso, anticamera dell’obesità, e che la caffeina, fino a 100 mg per un adulto, può avere effetti stimolanti ma a concentrazioni maggiori può dare senso di agitazione ed irrequietezza e, sopra i 500 mg, addirittura problemi più seri a carico del sistema nervoso. Normalmente nelle etichette sono evidenziate le cautele da adottare nell’uso di questi prodotti, con le conseguenti limitazioni qualitative e quantitative ed è quindi necessaria una attenta lettura di quanto indicato.