Pillole di Benessere per i tuoi amici a 4 zampe

Pillole di Benessere per i tuoi amici a 4 zampe

Progetto in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute dell’Università degli Studi di Padova.

A cura della dott.ssa Rebecca Ricci

COME RICONOSECERE E GESTIRE UN'ALLERGIA ALIMENTARE NEL CANE E NEL GATTO

Anche i cani e i gatti possono soffrire di allergie nei confronti di alcuni alimenti o di determinate sostanze presenti nell’ambiente. I sintomi tipici di un animale allergico includono prurito, dermatite, otite, vomito e diarrea, i quali si possono manifestare singolarmente o contemporaneamente. In caso di sospetta allergia, non è possibile riconoscerne la causa soltanto sulla base dei sintomi poiché sono gli stessi in entrambe le condizioni; pertanto, la prima cosa da fare è stabilire se si tratta di un problema di origine alimentare.

Il metodo più semplice per individuare la presenza di un’allergia alimentare consiste nella somministrazione di una “dieta di eliminazione”. Questa dieta è così chiamata perché composta da alimenti con cui l’animale non è mai entrato in contatto prima e quindi non è in grado di provocare una reazione. A questo proposito il veterinario può consigliare una dieta commerciale o casalinga. Indipendentemente dal tipo di dieta prescritta, è necessario che la dieta di eliminazione sia seguita molto scrupolosamente per un periodo abbastanza lungo, fino a 8 settimane.

Se state seguendo un piano alimentare basato su una dieta di eliminazione, è importante prestare molta attenzione affinchè il cane o il gatto non ingerisca alimenti diversi da quelli prescritti, neanche in piccolissime quantità.

Ecco alcuni consigli per gestire in modo corretto un cane o un gatto che assumono una dieta di eliminazione:

  1. far sì che l’animale non possa accedere alle scorte alimentari presenti in casa, né ai bidoni dei rifiuti;
  2. avvertire tutti i membri della famiglia ed eventuali ospiti di non somministrare cibo da tavola;
  3. non somministrare snack composti da ingredienti diversi da quelli prescritti, oppure prodotti la cui etichetta riporta diciture vaghe (ad esempio “carne e derivati”);
  4. porre attenzione all’assunzione di cibo per strada durante le passeggiate o quando l’animale viene lasciato libero all’esterno, eventualmente mettergli una museruola;
  5. se l’animale sta assumendo integratori e/o farmaci per via orale, verificare con il proprio Medico Veterinario che non contengano proteine diverse da quelle consentite.

Se con la dieta di eliminazione si è riusciti a ottenere la regressione dei sintomi, sulla base di questa il Medico Veterinario Nutrizionista potrà formulare una dieta casalinga completa e bilanciata da consumare a lungo termine oppure potrà consigliare un mangime commerciale idoneo al mantenimento dell’animale.

Rebecca Ricci, Medico Veterinario Nutrizionista, PhD

European Specialist in Veterinary and Comparative Nutrition

Dipartimento di Medicina Animale Produzioni e Salute

Università degli Studi di Padova

e-mail: rebecca.ricci@unipd.it