Qual è il numero ideale di pasti per cani e gatti

Qual è il numero ideale di pasti per cani e gatti

Progetto in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute dell’Università degli Studi di Padova.

A cura della dott.ssa Rebecca Ricci

QUAL E' IL NUMERO DI PASTI IDEALI PER CANI E GATTI?

Somministrare al proprio cane o gatto un numero di pasti giornaliero adeguato alla sua fase di vita e al suo stato di salute è un aspetto molto importante, e spesso sottovalutato, di una corretta gestione alimentare dell’animale.

Per quanto riguarda i cani, è consigliabile somministrare la razione giornaliera suddivisa egualmente in due pasti giornalieri principali, possibilmente ben distanziati nel tempo (ad es. pranzo e cena). Qualora si abbia il tempo e la possibilità di farlo, somministrare tre pasti al giorno è un’opzione altrettanto valida per un cane adulto sano e, in tal caso, inserire un piccolo pasto alla mattina diventa opportuno. In certe situazioni, invece, aumentare il numero dei pasti giornalieri come minimo a tre, diventa preferibile. E’ il caso di soggetti:

  • in accrescimento (cuccioli);
  • tendenti al sovrappeso e obesi che stanno seguendo un regime dietetico di dimagrimento;
  • che soffrono di disturbi gastroenterici ricorrenti o cronici;
  • predisposti alla sindrome della dilatazione e torsione gastrica.

In quest’ultimo caso è particolarmente importante considerare anche il lasso di tempo che intercorre fra il pasto e l’attività fisica: come linee guida generali valide per tutti i cani, ma ancora di più per quelli soggetti a torsione gastrica, è bene non far svolgere all’animale un’attività fisica intensa nell’ora precedente e nelle due successive al pasto.

La scelta di somministrare tutta la razione in un unico pasto giornaliero non può essere giudicata sbagliata se il soggetto è sano, dato che il cane è un animale che per natura riesce a tollerare bene un digiuno prolungato; tuttavia, è sempre da preferire la duplice somministrazione, anche per evitare che il cane arrivi affamato al momento del pasto e consumi l’alimento con eccessiva voracità. A prescindere poi dalla frequenza con la quale vengono somministrati i pasti, è importante mantenere gli orari il più possibile costanti, in modo tale da stabilire una routine a cui l’animale si possa di abituare.

Nel caso dei gatti, invece, i princìpi a cui attenersi sono un po’ diversi: a differenza dei cani, essi per natura sono meno predisposti a consumare grandi pasti distanziati nel tempo e prediligono invece tanti piccoli pasti nell’arco della giornata… notte compresa! Se il gatto viene alimentato con un mangime umido o con una dieta casalinga, sono preferibili tre o quattro razioni distribuite nel corso della giornata; nel caso del mangime secco, si può adottare lo stesso schema oppure è possibile lasciare le crocchette nella ciotola sempre a disposizione, in modo tale che l’animale sia libero di andare a consumare piccoli e ripetuti pasti. Mi raccomando, ciò non significa riempire la ciotola in continuazione, ma somministrare solo la quantità giornaliera raccomandata, altrimenti si rischierà di predisporre il gatto a sovrappeso. Infine, per i proprietari “più impegnati” e poco presenti in casa, ma che non vogliono rinunciare a fornire pasti multipli al proprio gatto, è possibile utilizzare un distributore automatico di alimenti che, grazie ad un pratico sistema di programmazione, permette la distribuzione di pasti, sia umidi che secchi, in orari stabiliti.