
Progetto in collaborazione con MASTER NUTRIPESA
Nutrizione di popolazione, Educazione e Sicurezza Alimentare
Università degli Studi di Padova
a cura della Prof.ssa Maria Pia Rigobello
La consuetudine di bere durante il pasto un bicchiere di vino da sempre fa parte delle abitudini alimentari.
Le tecniche di coltivazione della vite e della vinificazione hanno subito negli anni un’evoluzione importante che ha generato un prodotto di sempre migliore qualità.
L’offerta di vino che troviamo oggi in commercio nella grande distribuzione è molto articolata e va da quello in cartone, normalmente ad un costo contenuto e contraddistinto dalla dicitura generica “bianco, rosato e rosso”, a bottiglie del costo più elevato normalmente contraddistinte da un nome specifico e dalla presenza delle varie sigle di garanzia sulla provenienza territoriale e/o del vitigno utilizzato.
Un vino di qualità accettabile è un prodotto che rispetti le norme igienico-sanitarie e il cui consumo sia gradevole per il consumatore, mentre quando a queste si aggiungano altre caratteristiche si avranno vini di vario livello di pregio contrassegnati da delle sigle.
Nelle etichette la gradazione alcolica è abitualmente espressa come % di etanolo in ml.
I vini tutti, rossi e bianchi contengono molecole antiossidanti come il resveratrolo (questa molecola è oggetto di molti studi a volte anche controversi e potrebbe anche apportare dei benefici dal punto di vista cardiovascolare) e poi molte altre che conferiscono una specifica colorazione.
Il vino rosso è particolarmente ricco in tannini e contiene polifenoli come le proantocianidine, antociani, flavoni, catechine che sono contenuti nella buccia dell’acino e sono quindi meno presenti nel vino bianco.
Altre molecole presenti come le saponine hanno un’azione ipocolesterolemizzante agendo proprio a livello dell’assorbimento del colesterolo.
Non ci sono lipidi, solo tracce di proteine, gli zuccheri sono molto ridotti con l’eccezione di quelli dolci, perché convertiti in larga parte in alcol durante il processo di fermentazione e sono presenti elementi minerali quali potassio, ferro e sodio.
Il vino, se consumato in modo responsabile, ad esempio un bicchiere a pasto, può favorire la digestione, l’umore e la socializzazione.
Tuttavia, se l’alcol viene utilizzato con consumo eccessivo nel tempo dà dipendenza e danni funzionali gravi soprattutto a livello epatico.